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sabato 21 dicembre 2013
venerdì 20 dicembre 2013
curriculum sportivo di Paola....losportmipiaceunsacco

Nata in Lombardia, sul fiume Po, un pò di manciate di anni fa.
Sportiva dall'età di tre anni, senza possibilità di scelta..... mio padre mi mise ogni estate o su una barca a vela, lo snipe, o su una barca a remi e ogni inverno gli sci ai piedi...
A sette anni sono cintura gialla di Judo ( mio padre è insegnante cintura nera e due dan.)
Atleta agonista di nuoto da ragazzina e poi di canottaggio a livello nazionale (vinte gare nazionali e sempre in zona medaglia ai campionati italiani, nel singolo) con la Canottieri Baldesio, grande e storica societa' sportiva, che offre ai suoi atleti e ai suoi soci attrezzature sportive agonistiche e ricreative.
Imparo anche la voga alla veneta, quella in piedi, sempre con mio padre come insegnante; ma la canoa è il mezzo naturale per raggiungere le spiagge del Po nelle giornate di relax...
Mi diletto nel tennis con gli amici e, di nascosto dai miei genitori che non volevano, all'età di 14 anni imparo ad andare a cavallo, con monta all'inglese, utilizzando i soldini delle paghette natalizie e dei compleanni. Imparai quel tanto che basta per qualche passeggiata e nulla di più perchè anche se mi piaceva tantissimo era troppo impegnativo economicamente.
Come andare in canoa però me lo feci insegnare dall'allora allenatore della squadra agonistica della Società Canottieri Baldesio, che aveva atleti di caratura mondiale, il signor Rota. Mi ricordo ancora adesso le parole che mi urlava dalla sua barca a motore per darmi un assetto decente...ero una ragazza di 15/16 anni.
Divento istruttrice di nuoto a 21 anni e parecchi anni dopo anche assistente bagnante (bagnina) per lavorare sempre con l'acqua e nell'acqua.
Corro per 10 anni in un gruppo marciatori a livello amatoriale, su strada e pista, correndo per tutto il Friuli Venezia Giulia.
Faccio alcuni viaggi in bicicletta con bivacchi in tenda. Vado di tanto in tanto anche in canoa, anche se solo in estate. Corsa, bici e kayak hanno in comune diverse cose, ti mettono a contatto con la terra o l'acqua e ti fanno respirare sulla pelle l'aria, il vento e il sole (eppoi sono ecologici oltre che alla portata di tutti).
Canoa e kayak restano però, in tutti i miei anni, al primo posto del mio cuore di sportiva e amante della natura per uscite fugaci, gite giornaliere, manifestazioni sull'acqua di fiumi come il Po, lo Stella, il Brenta e poi vacanze vere e proprie in mare.
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Comincio a pensare al kayak da mare anche per fare viaggi e viaggetti: le cinque terre, bellissime viste dal mare, Portofino e Portovenere in Liguria; in Croazia alle Incoronate e a Premantura; alle Eolian Islands in Sicilia e così via...sino a poter dire che il mio kayak è un "kayak d'amare"
Arriva il primo livello per istruttore canoa Kayak della FICK, ora posso insegnare....
post scriptum

p.s. del p.s.:
Un ringraziamento speciale agli amici ed amiche che sono da sempre il fulcro della mia vita e che mi sono stati vicini da sempre e che hanno condiviso con me, spiritualmente o fisicamente, tutte le mie peripezie sportive e di vita, dando un senso a tutto questo.domenica 1 dicembre 2013
Kornati (Republika Hrvatska), 2010
Kornati a maggio, anno 2010, in sei giorni, con Travelinkayak
Invitata dal Presidente CKF, provo a raccontare brevemente la mia esperienza di viaggio in kayak tra l’arcipelago delle Incoronate.
Sei giorni e 100 Km sul mare cristallino tra le isole del Parco Nazionale delle Incoronate in Dalmazia (Croazia), 7 kayaks e 7 kayakers, 5 uomini e due donne (eravamo in due soci del CKF, io e Aldo Faoro) per un’avventura con Travelinkayak di Marco Venturini; queste giornate sono state per me tanto insolite quanto affascinanti.
Siamo partiti da Dugi Otok con i kayaks della Qajaq messi a disposizione da Marco, con i gavoni strapieni di viveri, acqua, attrezzatura da campeggio, cambi di vestiti…(quando ci fermavamo c’erano sacche stagne che spuntavano ovunque!), ed abbiamo “navigato” tra le isole Kornati, Zuf, Levrnaki sino a Mana…
L’altra donna del gruppo, oltre alla sottoscritta, era la simpatica, esperta e brava Tatiana Cappucci che ha grandemente contribuito alla nostra “crescita e formazione” destreggiandosi tra chi voleva imparare o perfezionare appoggi alti, bassi, eskimi..e sempre paziente ha risposto a tutte le nostre domande su pagaie, riparazioni, tecniche di pagaiata, ecc.. ed intrattenendoci con i suoi racconti dei mari del nord.
Le isole sono un paradiso marino, selvagge, uniche, praticamente disabitate, senza corrente elettrica e senza acqua, vi si possono scorgere greggi di pecore al pascolo, alveari, ulivi e di rado si avvista un cartello che spunta nel nulla e recante la scritta “konoba” (taverna) ma nel mese di maggio non tutte sono già aperte.
Spostarsi in kayak in questo mare ti riporta in una dimensione surreale per le nostre abitudini ma subito si capisce che devi fare quello che vuole il mare, il vento o la pioggia e diventa palpabile il fatto che è la natura ad avere l’ultima parola sui tuoi programmi. Abbiamo incontrato un mare al massimo a forza 3, le onde iniziavano a farsi lunghe soprattutto sul fronte più esterno ed esposto delle isole, mentre sul lato interno o rivolto verso la terra le onde si facevano più capricciose; abbiamo ballato sulle onde e planato, abbiamo sudato, pescato, dormito in tenda, fatto il bagno, visto stelle marine, salpe, donzelle, occhiate, castagnole..respirato il profumo del mare, ascoltato le parole delle onde e dei cormorani, visto le stelle in un cielo luminoso, visto panorami mozzafiato..
I compagni di viaggio (Tatiana “Tati”, Marco “il condottiero”, Aldo “il montanaro”, Enrico “il burbero”, Pietro “Piotr”, Carlo “Charlie”) sono stati tutti davvero simpatici, allegri, pazienti e generosi ed hanno contribuito a rendere questa piccola avventura un viaggio davvero indimenticabile.
I miei ringraziamenti vanno a Marco Venturini di Travelinkayak, a Tatiana Cappucci, a tutta la brigata e anche al CKF che mi ha accompagnato spiritualmente anche in questa avventura con il kayak da mare.
sabato 23 novembre 2013
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